[Questo (lungo) report e' © Alessandro Amato del Monte, e ripreso da un suo posting su it.sport.motociclismo] Snetterton, vicino Norwich, UK. Il mio primo trackday qui in UK. In realta` e` anche il mio primo trackday in assoluto perche` finora ho sempre fatto sporadici turni di mezz'ora, qui invece si tratta di stare in pista in sessioni di 15 minuti alla volta per tutta una giornata ! Il circuito e` velocissimo ma abbastanza semplice da imparare. In effetti i problemi piu` grandi che ho avuto riguardano le velocita` che si raggiungono, per me davvero un mondo nuovo venendo dal Monster e dalla mia pista di "casa", cioe` l'autodromo del Levante in provincia di Bari, dove il rettilineo principale era scarso di 400 mt. e massimo prendevo i 160-170kmh. La sera prima vado da Luca Leonardi che mi ospita a casa sua a Cambridge. Resti di barbecue consumati assieme a suoi amici tra cui Simona (simona.com, presente di tanto in tanto sul newsgroup); la mattina dopo, salutiamo Simona che torna a Londra con la sua ZXR400 e subito in moto per fare i circa 50km che separano Cambridge da Snetterton. La preparazione e` piu` scrupolosa di quello che ho visto fare in Italia (ma non ho mai visto come vengono organizzate le giornate in pista al Mugello, per esempio, quindi non posso dare un giudizio assoluto); la fase di "scrutineering" consiste in un controllo di freni e sospensioni (piuttosto sommario a dire la verita ma c'erano cosi tante moto !) delle patenti di guida e dell'abbigliamento. Dopodiche' briefing di 5 minuti, divisione tre gruppi, esiccome troppe persone nel gruppo dei "fermoni" c'e' stato uno spostamento per riempire gli altri due gruppi; alla fine io che mi ero messo tra i fermoni sono passato nel gruppo "intermediate" assieme Luca. Finiamo di preparare le moto (niente di speciale: smontiamo gli specchietti e chiudiamo con del nastro fari e frecce per evitare spargimento di frammenti di vetro o plastica in caso di caduta) e ci mettiamo nei box, aspettando il nostro turno. Ogni turno e` di 15 minuti, partono prima quelli del gruppo "fast". Dopo un po' ci infiliamo caschi e guanti e ci mettiamo in fila per entrare in pista; di solito sono abbastanza nervoso, stavolta invece mi rilasso forse un po` troppo ed entro bello calmo. Luca non lo vedo piu`, faccio il primo giro in coda assieme agli altri, cercando di scaldare per bene le gomme e cercando di vedere com'e` il circuito. Passo sul traguardo, nessuno tira ancora, non vedo perche` dovrei farlo io... continuo a fare un po` di zigzag anche se so benissimo che non serve quasi a nulla per far entrare in temperatura delle gomme stradali come le mie (Dunlop D207), ma mi serve giusto per muovermi un po` e scaricare un po` di tensione. Alla fine del secondo giro i motori cominciano a cantare come si deve, e c'e` questa chicane prima del rettilineo principale (Russels, NdA) che e` il punto piu` lento del circuito, da dove si esce in seconda ed e` per giunta l'unica curva a destra: mi dico, "adesso comincio a tirare un po`", spalanco il gas e.... VAAAI che sto facendo la bella cazzata penso mentre sento il posteriore che parte per la tangente, riprende grip perche` ovviamente chiudo tutto il gas e tutto il carico si sposta sui semimanubri che prendono a sbattere violentemente a destra e poi a sinistra ! Per fortuna sono abituato a non fare mai troppa pressione sulla moto, e quindi mentre sento questo sbacchettare violento mi viene istintivo allentare la presa e mi trovo a passare degli attimi di stasi mentre riesco perfino a pensare alla cazzata che ho fatto e a pregare che non mi sbatta via per terra.... Pufff.... Cavolo, passata, la moto si rimette in linea e penso a quello che mi stava dietro che se la sara` fatta sotto piu` di me... Li' per li' mi sento bene perche` non e` successo niente, e perche' ho capito subito cosa stava succedendo; quindi riprendo il gas e continuo ad accellerare, mi metto in coda agli altri, arrivo in fondo al rettilineo principale e per la prima volta devo staccare in modo piu` impegnativo; seconda cazzata nel giro di 5 secondi, freno troppo violentemente e sento l'anteriore che saltella leggermente mentre cerca un grip ancora precario. Non succede niente perche` c'e` molto spazio ancora, ma mi cago sotto per la seconda volta. Continuo a provare per questo primo turno ma evidentemente non e` cosa. Quella benedetta chicane prima del rettilineo dove stavo rischiando il sovrasterzo fatale non riusciro` a farla bene mai, fino alla fine della giornata purtoppo. Ritorno un po` mesto alla fine di questo primo turno. Ovviamente ho capito che tutti i miei problemi erano dovuti al fatto che le gomme non erano entrate in temperatura, ma ovviamente e` difficile riguadagnare confidenza dopo un avvio cosi` disastroso. Luca invece ha gia` preso confidenza col circuito e ha gia` le gomme tutte fatte (Pirellli Dragon Evo davanti e Dragon GTS dietro). A dire il vero lui aveva confidenza anche "prima" pur non essendoci mai andato; e` precisissimo nella guida, riesce a ricordarsi tutte le curve e i vari punti di svolta in maniera maniacale, e poi ha gia` girato a Snetterton con TOCA ;-) Comunque questa sua precisione si nota anche dalla sua guida, assolutamente pulita e composta (ed efficace!); l'ho "sfruttato" poi abbondantemente nel corso della giornata chiedendo in continuazione come prendeva quella curva e come quell'altra. Luca si offre di guardarmi un po' le spalle nel secondo turno, nel senso che mi sta dietro per vedere i miei punti deboli; una cosa molto utile che mi dice prima di andare e' di guardare attentamente i riferimenti che ci sono ad ogni curva, con 3 coni segnaletici che indicano il punto di ingresso nella curva, la corda e il punto di uscita. Mi controllo un po`, e facciamo questo secondo turno tranquillamente: io provo a seguire la linea migliore cercando di guardare attentamente i riferimenti di cui mi diceva Luca, e cerco anche di ricordarmi le marce con cui fare ogni curva. Finisce il turno perche` una Yamaha XJR si schianta. Torniamo ai box, Luca mi dice che le traiettorie sono buone (ed infatti me n'ero accorto che la guida era molto piu` fluida non dovendo 'indovinare' come prendere le curve) ma che stacco *troppo* prima ! In effetti questo e` stato il problema piu` grande della giornata: semplicemente, non sono per niente abituato a queste cacchio di velocita` da proiettile ! Col mio Monster sparandomi a tutta manetta arrivavo a 180kmh, poi x arrivare a 200 ci mettevo quei buoni 3-4 minuti in condizioni favorevoli, invece con questa cacchio di 600 e quel benedetto rettilineo lunghissimo si arrivava facilmente in fondo alla staccata a 230-240kmh !!! Ed e` davvero una cosa a cui doversi abituare... Perche` oltrepassati i 200 il vento comincia a spingere pure se stai accucciato sotto al cupolino, e quando poi sei pronto per la staccata, hai gia` preso altri 20-30kmh, ti alzi su di botto e... non capisci piu` niente, il vento e` tremendo e ti investe con violenza e tutto fai tranne che strizzare per bene la leva del freno ! Ci sono altri 2 turni prima del pranzo, prendo piu' confidenza e provo a migliorare un po`, mentre Luca procede come un treno e si ingarella piu` avanti. Stavolta ogni volta che entro per il mio turno mi faccio molto lentamente i primi due giri, aumento il ritmo *molto* gradualmente e sopratutto non spalanco mai il gas all'uscita della chicane ;-) I problemi piu' grandi che ho in questo circuito sono legati alle velocita' elevata, non solo quelle che si prendono sui due rettilinei, ma anche in un paio di curvoni molto veloci (Bomb Hole & Choram, NdA) dove temevo di non avere piu` spalla anche se poi le D207 hanno conservato un bel po` di mm (qualcosa di difficilmente comprensibile, specie considerando il fatto sulla vecchia Monster in pista le gomme -- Pirelli -- le consumavo regolarmente tutte quante; mi viene da pensare che sia dovuto al profilo piu` appuntito delle Dunlop). E poi c'e` il problema della benedetta chicane, dove non riesco quasi a piegare ne` ad aprire il gas presto. Problema rimasto irrisolto fino alla fine della giornata. Dopo pranzo la stanchezza si fa sentire, mi sento poco elastico sulle gambe, e cerco a maggior ragione di concentrarmi di piu' per evitare (altre) stupidaggini. Guido in effetti molto meglio, le staccate sono molto piu' efficaci e riesco a passare molti nelle due staccate principali; comincio a "sentire" l'effetto del vento violento che ti prende quando esci dalla carena e riesco a dare potenza alla leva del freno senza farmi 'distrarre' dal vento. Seguo anche linee migliori, e mi accorgo in effetti di quanto si puo' frenare tardi ed entrare veloci nella prima curva dopo i box, che e` un "late apex corner" per cui si entra larghi e veloci e poi progressivamente si chiude puntando dritto ad un birillo che segna il punto di corda. Sopratutto per la prima volta mi gaso a passare la gente sul dritto: si', lo so che e' considerato da fermoni, ma avendo sempre avuto la moto lenta, adesso e' un piacere stracciare di motore le Fazer o addirittura le VTR (ce n'erano parecchie, cosi' come di CBR) ;-) A dire il vero le VTR non e' che le stracciassi, ma ero di un pelino piu' veloce, quel tanto che bastava. Durante gli ultimi turni avevo preso la mano ormai, e sono riuscito piu' volte a passare diverse moto (e sopratutto nessuno mi ha mai passato, eccezion fatta per un paio di R1 che poi pero' ho seguito costantemente fino a risuperarle), ed era proprio divertente confrontarsi in piena accellerazione con moto come ZXR750, R6 e ZX6 e riuscire poi a passarle di poco poco... per evitare di perdere troppo tempo cambiavo senza frizione e riuscivo ad essere velocissimo: complimento implicito al cambio della Honda, che appena presa non mi aveva granche' soddisfatto (varie sfollate, leveraggi un po` imprecisi) ma che evidentemente aveva solo bisogno di un adeguato rodaggio perche' adesso mi sembra perfetto. Gratificante anche le impennate al passagio seconda-terza quelle due o tre volte che ho accellerato forte all'uscita della chicane; niente di paragonabile pero' alle lunghe impennate che esibivano le R1 quando erano davanti a me all'uscita della stessa curva ;-) Parlando di come stare in pista, era anche la prima volta che mi trovavo con cosi' tanta gente in pista contemporaneamente: alle staccate impegnative era davvero da pazzi perche' i livelli di bravura erano variabili, cosicche' assieme ad uno che staccava due metri prima della curva c'erano anche quelli che staccavano duecento metri prima; si rischiava brutto perche' mentre tu tenevi ancora aperto il gas potevi beccarti davanti a te il tipo che staccava prima e facevi bum. Quindi in occasioni simili pelavo il gas e mi regolavo in base a quello che vedevo davanti a me, senza tentare il sorpasso a tutti i costi. L'ultimo turno stavo tirando e sono arrivato in un gruppone in cui stava anche Luca; ero stanco, e il gruppone mi sembrava ostico; avrei rischiato di passare tutto il turno solo per passarne uno alla volta e non avere mai la pista davanti libera. Per cui chiudo tutto il gas, e mi lascio passare da tutti quanti; mi faccio un passaggio davanti ai box a 140 con busto sollevato, e non vedo nessuno davanti. Poi ho ricominciato a riaprire e mi sono davvero gustato l'emozione del pilota ufficiale che passa tutti i doppiati :-P Uno ad uno, ho passato gli ultimi del gruppo, davvero fermi, e mi sono fatto questi ultimi giri a tutta manetta, fino a sentire anche una leggera perdita di aderenza col posteriore nel curvone veloce, che mi ha fatto capire che forse la giornata era davvero finita. In effetti, avere la pista libera e' la cosa ideale, ma per costruirti un po' di confidenza hai bisogno di un qualche metro di paragone; ad esempio in uno degli ultimi turni al mattino un VTR mi ha passato, che ho riconosciuto perche' poco prima me ne aveva parlato Luca dicendo che prima si era ingarellato con lui e gli pareva buono alla guida. Quando l'ho riconosciuto ho pensato; proviamo a seguirlo, vediamo quanto va. Dopo una curva lui piega e solleva delle scintille dalle pedane; alla seconda curva, entra ancora piu' forte (mentre io ero stabilmente dietro di lui), una MAREA di scintille e, via ! troppo forte, perde aderenza, riesce a raddrizzarsi ed allunga sull'erba. E questo mi e' servito un po' x riprendere confidenza perche` ho visto appunto che riuscivo a tenere il suo passo senza prendere tutti i rischi che lui prendeva. In conclusione: bella giornata, soddisfatto (con moderazione) di questa prima presa di contatto con la pista sul CBR. Considerazioni sulla moto: eccezionale, facilissima da guidare, efficace e con un motorone che spinge forte ma non ti mette in crisi come una R1. Anzi, proprio guardando come andavano le R1 mi accorgo che spesso pure sui rettilinei non mi lasciavano affatto al palo. Allora, se hai un motore cosi' troppo potente che non riesci neanche a sfruttarlo in pieno in pista, su un rettilineo, io dico che e` meglio il mio CBR... senza tener conto poi che dopo essere arrivato a Cambridge, aver cenato con Luca, ho montato il mio bagaglio dietro sul sellone del passeggero e mi sono fatto altri 200km per tornare ad Oxford. In tutta comodita'. Ok taglio qui, scusate la lunghezza. Ringrazio Luca non solo per avermi dato da mangiare ;-) ma pure per avermi fatto da guida nei primi turni. Per tutti quelli che si comprano R1 e SP-1, prima di prendere moto cosi' impegnative a livello di immagine, provate a vedere se state dietro a Luca (Cadalora) su un semplice VTR con tubi in gomma e pastiglie freni consumate :-P |